Muffe in casa e condensa

Può capitare, soprattutto nella stagione invernale, che in una casa si sviluppino delle muffe. Solitamente si presentano sotto forma di puntini neri o comunque scuri, spesso negli angoli in alto o in basso dei locali oppure intorno ai serramenti. Se il problema viene trascurato la muffa si espande e può iniziare a dare effetti sgradevoli oltre che dal punto di vista estetico anche attraverso cattivi odori, mobili rovinati, biancheria intaccata, addirittura problemi respiratori.

Premesso che ogni caso va indagato a fondo per le particolarità che lo possono contraddistinguere, vale la pena esplorare qualche concetto generale.

Per avere un’idea chiara del perché si verifica questo fenomeno è importante avere ben presente un paio di concetti:

Anche se ci sembra secca, l’aria contiene sempre una percentuale d’acqua

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L’aria fredda è in grado di contenere meno acqua dell’aria calda

Possiamo osservare questi concetti all’opera ogni volta che prendiamo una bottiglia di qualcosa dal frigorifero e la portiamo nella cucina (che dovrebbe essere a temperatura più alta). Immediatamente sulla superficie della bottiglia si formano delle goccioline di condensa. Quelle goccioline sono composte da acqua che è normalmente contenuta nell’aria calda della cucina ma non può più essere contenuta dall’aria che, a contatto con la bottiglia fredda, si raffredda.

In casa nostra quando si verifica l’insorgenza di muffa, i fattori base da considerare possono essere due: il muro è troppo freddo oppure c’è troppa acqua nell’aria di casa. Spesso ovviamente si presentano entrambe le eventualità.

Per quello che riguarda il muro freddo, è possibile verificare l’eventuale presenza di ponti termici e poi agire di conseguenza per risolverli. E’ da tenere presente che il muro può raffreddarsi molto a causa di un riscaldamento troppo basso (a volte il termostato a 18° può creare problemi) oppure a causa di un riscaldamento non uniforme (ad esempio la cucina calda e la camera molto più fredda con la porta aperta che fa passare vapore da una stanza all’altra) che produce microcorrenti di aria fredda che possono far condensare l’umidità dell’aria.

Per quello che riguarda l’umidità presente nell’aria di casa occorre partire dal presupposto che tutte le normali attività che vengono svolte dentro casa liberano vapore acqueo (la doccia, il cucinare, la semplice fiamma del gas, i panni stesi, il semplice respirare). La famiglia media produce 6 – 7 kg di acqua al giorno! E’ quindi necessario provvedere ad una corretta ventilazione dei locali in modo da fare uscire l’aria carica di umidità e fare entrare dell’aria esterna solitamente più secca. Gli studi più attendibili parlano di 0,5 volumi/ora, cioè è necessario cambiare tutta l’aria della casa ogni 2 ore, altrimenti l’umidità si accumula e finisce poi per condensare appena la temperatura dell’aria scende un po’.

Per fare questo è necessario spalancare tutte le finestre di casa, anche per pochi minuti, ma più volte al giorno, oppure installare una macchina per la ventilazione meccanica controllata che regola il ricambio d’aria recuperando anche il calore dell’aria prima di espellerla. Ricapitolando: se trovate tracce di muffa in casa, prima di mettere mano a martello e scalpello per sistemare il muro, tenete la casa ben calda, arieggiate regolarmente tutti i locali e non lasciate lo stendino in casa con le finestre chiuse e il riscaldamento abbassato!


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